Ludwig van Beethoven
Sonata n. 28 op. 101 per Violino e Pianoforte
- Edizione Urtext (versione Ricordi 1820) e ricostruzione del secondo movimento di A. Manuel De Col
- Curatore: Manuel De Col
- Editore: Ut Orpheus
- Codice: HS 297
- Disponibile
-
€ 17,95
Nel periodo della dominazione austriaca a Milano venne presentata al pubblico dell’aristocrazia una sonata di Ludwig van Beethoven in una versione assai singolare: la non facile Sonata op. 101 vide la luce per la prima volta nella zona meneghina del quartiere di Brera nell’anno 1820. È significativo che questa sonata fosse stata pubblicata da Giovanni Ricordi prima delle precedenti, più accessibili all’ascolto e conosciute dal pubblico, quali la sonata cosiddetta “al Chiaro di luna” o la “Patetica”: si trattò, quasi certamente, di un’edizione dettata dalla politica di fare cosa gradita al capo militare della città. Però è la stampa di questa sonata ad attirare la nostra attenzione in quanto apparve nella inconsueta veste per cembalo e violino.
In questa versione il procedimento di elaborazione è all’apparenza assai semplice: qui il violino sostiene una delle voci interne al pianoforte permettendo a questo di cimentarsi in una stesura più “leggera” a quattro parti dell’intero brano. In altre occasioni il violino raddoppia la melodia del pianoforte. Nella versione originale – forse per motivi di difficoltà esecutiva – è omesso il famoso Vivace alla Marcia, ricostruito dal revisore in questa prima edizione moderna per permettere l’esecuzione completa dell’opera. L’integrazione di questo movimento mancante è stata realizzata ricalcando lo stile della versione dell’epoca, cercando di essere il più fedele possibile al quadro complessivo dell’elaborazione del lavoro nella sua totalità. Nel movimento finale, specie nel fugato, si nota un utilizzo più assiduo del violino quale strumento completante le frasi tematiche della tastiera, processo che rende quasi una testimonianza ad uno stile più vicino alla forma della sonata a due.
In questa versione il procedimento di elaborazione è all’apparenza assai semplice: qui il violino sostiene una delle voci interne al pianoforte permettendo a questo di cimentarsi in una stesura più “leggera” a quattro parti dell’intero brano. In altre occasioni il violino raddoppia la melodia del pianoforte. Nella versione originale – forse per motivi di difficoltà esecutiva – è omesso il famoso Vivace alla Marcia, ricostruito dal revisore in questa prima edizione moderna per permettere l’esecuzione completa dell’opera. L’integrazione di questo movimento mancante è stata realizzata ricalcando lo stile della versione dell’epoca, cercando di essere il più fedele possibile al quadro complessivo dell’elaborazione del lavoro nella sua totalità. Nel movimento finale, specie nel fugato, si nota un utilizzo più assiduo del violino quale strumento completante le frasi tematiche della tastiera, processo che rende quasi una testimonianza ad uno stile più vicino alla forma della sonata a due.
Autore: Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Curatore: Manuel De Col
Data pubblicazione: 17/11/2020
Tipologia: Partitura e Parti
Pagine: pp. 40 + parti pp. 12
Formato: 230x310 mm
Rilegatura: Punto metallico
ISMN: 979-0-2153-2690-3
Codice: HS 297

