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Scapecchi, Giovanni
Cinque Danze sulle Crete per Chitarra e Pianoforte (2018)


Curatore: Raffaello Ravasio

Prezzo: € 17.95





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Dettagli prodotto

Autore: Giovanni Scapecchi
Curatore: Raffaello Ravasio
Data ed.: 4-12-2019
Collana: Piero Bonaguri Collection
Edizione: Partitura e Parti
Pagine: pp. 32 + parti pp. 16
Formato: 230x310 mm
Rilegatura: Punto metallico
ISMN: 979-0-2153-2630-9
Codice: CH 322

Descrizione

Sono molto lieto di ospitare in questa collana – finora costituita quasi totalmente di brani scritti per me – questo pezzo per chitarra e pianoforte composto da Giovanni Scapecchi e dedicato al duo formato dal mio ex-allievo Raffaello Ravasio, che ha curato la diteggiatura della parte chitarristica, e da Samuele Amidei. Ne sono poi particolarmente lieto perché questo brano è stato commissionato dal Duo Ravasio-Amidei all’interno di un loro ricco progetto in omaggio a Mario Castelnuovo-Tedesco nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.
Nella presente composizione i riferimenti alla figura e all’opera di Mario Castelnuovo-Tedesco sono molteplici. Anzitutto l’organico chitarra-pianoforte è lo stesso della Fantasia op. 145 di Castelnuovo-Tedesco (scritta per Andrés Segovia e Paquita Madrigueira), il più celebre brano del Novecento composto per questa formazione. Il pezzo di Giovanni Scapecchi, in forma di Suite di danze, si rifà in maniera esplicita a quello dell’illustre dedicatario attraverso alcune citazioni che compaiono nella Sarabanda e nella Giga. Le Crete citate nel titolo sono poi le famose crete senesi che, con i loro colori e forme, costituiscono un singolare frammento paesaggistico della Toscana. Alla terra di cui son fatte le crete, inoltre, vengono qui attribuiti profondi significati da Giovanni Scapecchi (che, come Castelnuovo-Tedesco, è originario della Toscana, dove tuttora vive): l’Autore ricorda anzitutto che il libro della Genesi racconta che il primo uomo fu tratto dalla terra (c’è quindi questo nesso primordiale uomo-terra); e poi l’uomo “storico” Mario Castelnuovo-Tedesco, qui omaggiato, mantenne un rapporto profondo con la sua terra d’origine – pur nel drammatico distacco dovuto al forzato esilio statunitense, avvenuto nel 1939 a seguito delle leggi razziali. Stilisticamente ho poi trovato un ulteriore nesso tra questo pezzo ed il suo dedicatario – che fu influenzato in opere giovanili dall’impressionismo musicale – proprio in un certo clima “francese” che attraversa la Suite.

(Piero Bonaguri)

Dettagli collana

Piero Bonaguri Collection
Musica Contemporanea per Chitarra

Piero Bonaguri ha compiuto gli studi musicali col massimo dei voti e lode al Conservatorio di Parma; diploma di Merito all’Accademia Chigiana di Siena, ha avuto tra i suoi maestri Enrico Tagliavini, Alirio Diaz, Oscar Ghiglia, del quale è stato assistente, e infine Andrés Segovia, che scrisse di lui: “Avrà presto un nome illustre fra i migliori chitarristi di questo tempo”.
Svolge attività concertistica in circa cinquanta Paesi nei cinque continenti, suonando per importanti istituzioni e festivals.
Ha eseguito, inciso e curato le edizioni di molti brani solistici e con orchestra scritti per lui (sono ormai circa 400 i nuovi pezzi per lui scritti da compositori come Cappelli, Guarnieri, Ugoletti, Solbiati, Molino, Paccagnini, Benati, Carluccio, Anzaghi, Tagliamacco).
Dirige una collana di musica contemporanea per chitarra per l’editore Ut Orpheus.
È docente di chitarra al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna.

www.bonaguri.com

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