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Staiti, Nico
Angeli e pastori. L’immagine musicale della Natività e le musiche pastorali natalizie


Prezzo: € 19.95




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Dettagli prodotto

Autore: Nico Staiti
Data ed.: 1-10-1998
Collana: Ricerche di Etnomusicologia
Pagine: pp. 184
Formato: 170x240 mm
Rilegatura: Brossura (copertina morbida)
ISBN: 978-88-8109-215-4
Codice: REM 4

Descrizione

Questo libro intende narrare una vicenda: quella delle relazioni tra pittura e musica – e tra queste e le messe in scena drammatiche – nella rappresentazione dell’incarnazione di Cristo, dalle prime immagini altomedievali fino ai repertori delle zampogne dei nostri giorni e alla drammatizzazione domestica del presepe nei riti della novena di Natale. Intende mostrare come pittura, musica, dramma, sviluppando ciascuno per proprio conto il tema della Natività, si siano reciprocamente influenzati per raccontare delle relazioni tra umano e divino, angeli e pastori, organi e zampogne. Intende mostrare infine come la rappresentazione pittorica, musicale, drammatica del Natale abbia agito sulla realtà cui si ispirava, determinando modificazioni di rilievo nelle tradizioni pastorali prese a modello. Non intende questo libro, e non potrebbe intendere, fornire un catalogo completo delle rappresentazioni drammatiche, figurative, musicali del Natale; vuole piuttosto suggerire un approccio ermeneutico che permetta di interpretare le molte fonti teatrali, figurative, musicali che in esso non sono descritte né menzionate.
L’Italia, che è l’area interessata da questa indagine, non è tutta trattata con uniforme dettaglio: sia perché la storia delle rappresentazioni natalizie non interessa tutta la penisola con uguale intensità, sia perché le ricerche sul Natale (condotte direttamente da me o da altri studiosi) non hanno conosciuto la medesima profondità su tutto il territorio. Ricerche estese e capillari su tutto il territorio italiano, e la descrizione di tutti i documenti collazionati non avrebbero peraltro, credo, mutato in modo sostanziale la prospettiva di questo lavoro, e lo avrebbero appesantito enormemente. Alcune zone sono state indagate più dettagliatamente di altre, e non a caso; l’Umbria e la Toscana, nel Trecento e nel Quattrocento, hanno conosciuto una presenza francescana più fitta che altri luoghi, e la committenza da parte degli ordini francescani ha avuto in quel periodo un ruolo determinante nella diffusione dei temi natalizi. Dall’Italia centrale, la vicenda delle rappresentazioni natalizie, ancora sotto l’impulso francescano, si irradia, nel Cinquecento e nel Seicento, in innumerevoli «periferie» artistiche, verso le campagne, i piccoli centri, le città dell’Italia settentrionale e meridionale. In Puglia fiorisce una tradizione plastica, che segnala e in parte determina la fortuna del presepe a tutto tondo nell’Italia meridionale.

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