Harpsichord » Methods and Studies » hs258

Couperin, François
L’Art de toucher le Clavecin
Traduzione italiana a cura di Vera Alcalay e Sara Ricci


Editors: Vera Alcalay, Sara Ricci

Price: € 15.95





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Product Details

Author: François Couperin (1668-1733)
Editor: Vera Alcalay, Sara Ricci
Publication Date: 11-16-2018
Pages: pp. 56
Size: 230x310 mm
Binding: Saddle stitching
ISMN: 979-0-2153-2577-7
Code: HS 258

Description

[…] Perché tradurre nuovamente un testo di cui esiste una precedente versione, curata dalla eccellente Gabriella Gentili Verona? La risposta, inaspettatamente, mi giunge dallo stesso Couperin e da una delle sue più interessanti osservazioni, una di quelle scintille argomentative che illuminano per un attimo infinito un testo sommamente ostile alla nozione di bellezza ed equilibrio. Il nostro attribuisce la difficoltà di comprensione della musica francese da parte degli stranieri al vezzo di scrivere la musica in modo differente da come la melodia va eseguita, ricalcando la differenza tra scrittura e pronuncia della lingua francese. C’è un divario tra ciò che appare e ciò che è realmente, uno spiraglio tutto da esplorare. Umberto Eco aveva intitolato una serie di suoi saggi sulla traduzione Dire quasi la stessa cosa, insistendo, nei capitoli riservati alle traduzioni letterarie di autori particolari come Raymond Queneau e Georges Perec, sulla necessità di entrare nel meccanismo della lingua per poterlo restituire rinnovato e vitale: traduzione non è quindi una semplice versione, un traslare il messaggio dalla lingua di partenza a quella di arrivo. È lettura privilegiata, ingresso nell’intimità del testo e del suo autore, scoperta quotidiana di indizi che spesso rivelano più del voluto. […] Qui ho cercato di applicare i medesimi criteri. Ho detto quasi la stessa cosa, restituendo a Couperin la sua verve, il suo stile talvolta sciatto, talaltra goffamente arzigogolato, la sua propensione all’autoesaltazione, le punte di pedanteria, la poca padronanza dei mezzi linguistici e la straordinaria capacità di esplorare gli affetti e creare atmosfere sempre nuove. Ve lo presento così come lui si è presentato a me, un fragile gigante, che a quanto pare ha ancora molto da raccontare.
(Sara Ricci, dall’introduzione al volume)