Flauto Dolce » Flauto Dolce Soprano solo » fl027

Lattes, Edoardo
Crêuza per Flauto Dolce Soprano (2004)


Prezzo: € 8.95





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Dettagli prodotto

Autore: Edoardo Lattes (*1966)
Anno ed.: 2017
Collana: Flauto Dolce
Pagine: pp. 8
Formato: 230x310 mm
Rilegatura: Punto metallico
ISMN: 979-0-2153-2401-5
Codice: FL 27

Note biografiche

Scheda prodottoBassista e contrabbassista, ha suonato in ambito pop/rock, folk, jazz, per il teatro, in orchestra e in formazioni di musica da camera. Tra le diverse collaborazioni, quelle con Ivano Fossati, Tosca, Lella Costa, Elisabetta Pozzi, Davide Riondino, Umberto Petrin, Mario Arcari, Fulvio Maras, Michele Ascolese, Oliviero Malaspina, Max Manfredi, Suonatori delle Quattro Province, Orchestra di MusicaRivaFestival, Orchestra Sinfonica del Piemonte, Orchestra Sinfonica di Savona, Orchestra Classica di Alessandria, Ensemble Garbarino, I Solisti dell’Orchestra Classica di Alessandria.
Ha studiato composizione con Massimo Lauricella e Boris Porena, e composizione elettroacustica con Roberto Doati.
Nel 2001 ha vinto il 1° premio del I concorso di composizione a favore della musica popolare sarda (presidente Franco Oppo); nel 2008 ha partecipato alla 52. Biennale Musica di Venezia con Lo specchio della regina per pianoforte e live electronics.
Ha pubblicato un saggio di analisi su alcune opere di Boris Porena (2004), è stato critico per la musica contemporanea sulla rivista «Musica» (2005-2007), è tra gli autori della Guida alla musica da camera (Zecchini, Varese 2012) e ha redatto il capitolo sulla storia della musica elettroacustica nel volume di Roberto Iovino Musica e musicisti nella storia (Frilli, Genova 2014).
È insegnante di Tecnologie Musicali e Basso elettrico presso i licei musicali.

Dettagli collana

Flauto Dolce
Collana diretta da Nicola Sansone

La presente collana ha per oggetto sia la proposizione del repertorio originale dei secoli passati, con l'accostamento di autori e brani noti con altri meno noti o inediti, sia la valorizzazione della musica contemporanea nelle sue più diverse sfaccettature, nella convinzione che il Flauto Dolce, in una civiltà musicale evoluta, abbia diritto a un posto speciale non solo per il suo ruolo di memoria storica o per le sue funzioni educative e ricreative, ma anche e soprattutto come strumento musicale 'traduttore' e 'ambasciatore' tra linguaggi diversi, portatore e promotore di una cultura musicale attiva, condivisibile e aperta.

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