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Gutman, Delilah
13 Canti Ebraici per Voce e Violino (2014)


Prezzo: € 15.95




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Dettagli prodotto

Contiene: Shemà Israel/ Yedid Nefesh/ Sheyibanè/ Shalòm Aleichem/ Ossè Shalòm/ Hinné ma tov/ Kyriah Yefeifiah/ Hevenu Shalòm Aleichem/ Durme durme/ Adio Kerida/ Kuando el rey Nimrod/ Nani nani/ La memoria parla un canto

Autore: Delilah Gutman (*1978)
Data ed.: 30-11-2014
Collana: Musica Ebraica
Pagine: pp. 40
Formato: 230x310 mm
Rilegatura: Punto metallico
ISMN: 979-0-2153-2268-4
Codice: JM 8

Note biografiche

Scheda prodottoPianista, cantante e compositrice italo-americana, Delilah Gutman è nata a Madrid nel 1978. Vive e lavora a Milano e a Rimini dove, nel 2007, ha fondato l’Associazione Culturale D.G.M.A., un’Associazione Culturale di ricerca musicale e di produzione di eventi musicali e multimediali come “Silenzio Musica”, “DoNnA” e “Kol bpm”.
Diplomata in pianoforte, musica elettronica e composizione al Conservatorio di Milano, ha studiato composizione con Niccolò Castiglioni, Bruno Zanolini e Alessandro Solbiati, e pianoforte con Lidia Arcuri. Ha seguito masterclass con György Ligeti, Luca Francesconi, Gabriele Bianchi, Salvatore Sciarrino.
Come compositrice, ad oggi conta più di cento prime assolute in Italia ed all’estero.
Tra le collaborazioni per installazioni musicali, letture, esposizioni d’arte visiva e video d’arte si segnalano quelle con i poeti Manrico Murzi e Salvatore Ritrovato, gli scrittori Haim Baharier, Roberto Piumini e Guido Quarzo, gli artisti Mark Kostabi e Enzo Cucchi.

Recensioni

Stringendo Magazine (April 2016)
Italo-American pianist, composer and singer Delilah Gutman has to date over one hundred premières in Italy and abroad. Her 13 Jewish Songs are very attractive settings of spiritual songs in the Chassidic, Sephardic and Traditional Israeli styles covering the 13th to 17th centuries. ... The vocal span throughout the set is from an e below middle c, to a g one and a half octaves above middle c. Singers would need to choose the songs carefully to suit their range. A bracket of these contrasting songs would be most enjoyable for the audience. The violin writing is very idiomatic with simple double stops and is well edited by Raffaello Negri in this fine Ut Orpheus publication. (Andrew Lorenz)